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24 Giugno 2011

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IMS – INTERNATIONAL MOUNTAIN SUMMIT 2011 Bressanone, 21-30 ottobre 2011

Ritorna l’INTERNATIONAL MOUNTAIN SUMMIT (IMS), Festival della Montagna di Bressanone (BZ) che dal 21 al 30 ottobre 2011 porterà in scena in Alto Adige i più grandi scalatori del mondo.

L’appuntamento, alla sua terza edizione, non si rivolge esclusivamente ai professionisti della montagna ma a tutti gli appassionati, che potranno trovare nei giorni del Festival momenti sportivi ma anche gruppi di dibattito  d’interesse nazionale e internazionale, IMS “Congress”, in cui si affronteranno molteplici tematiche riguardanti la montagna.
Nel quadro dell’IMS “Discussion” ,  i temi di discussione 2011, saranno “Show alpinismo”, “Spiritualità e Montagna” e “Destini di montagna”.

Per la sezione “Talk”, IMS ci proporrà alcuni tra i più importanti alpinisti internazionali nel racconto delle loro esperienze e con supporti visivi multimediali. Saranno in Alto Adige: Josune Bereziartu (ESP), Marko Prezelj (SLO) Chris Sharma (USA), Alexander Huber (DE), Thomas Huber (DE), Dean Potter (USA), Adam Ondra (CZ), Stefan Glowacz (DE), Reinhold Messner (IT), Beat Kammerlander (A), Simon Gietl (I) e Roger Schäli (CH).

IMS 2011 sarà anche contesto dove presentare il concorso fotografico internazionale  “Mountain.Moves” by KIKU, per  premiare creatività,capacità di osservare e originalità degli amanti della montagna. In palio, un montepremi di 6.000 Euro. Le fotografie saranno valutate da una giuria specializzata ed esposte nel centro della città di Bressanone.

IMS – International Mountain Summit® – Alto Adige
Via Mercato Vecchio 28/12 – 39042 Bressanone (BZ)
Tel. (0039) 346 6903130 – E-mail: [email protected]
www.ims.bz

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2 Responses to IMS – INTERNATIONAL MOUNTAIN SUMMIT 2011 Bressanone, 21-30 ottobre 2011

  1. Alberto Avena ha detto:

    ECCO COME OGNI ANNO VI RITROVATE PER PUBBLCIZZARE UNO SPORT DOVE SI MUORE SEMPRE, BASTA UN PICCOLO ERRORE E ARRIVA LA MORTE, MUOIONO TUTTI, ANCHE I CAMPIONI MOLTO ALLENATI ED ESPERI MUOIONO SEMPRE. DOVETE DIRLO! CON IL NOSTRO SPORT SI MUORE, INVECE IN MILLE ALTRI SPORT COME BASKET, TENNIS, VOLLEY SE UNO FA UN ERRORE NON MUORE!!!! VOI RECLAMIZZATE LA MORTE!!! MIO FIGLIO NON ANDRA MAI AD ARRAMPICARE PERCHE NON VOGLIO CHE MUOIA!!! MA VOI LA MORTE NON LA CITATE MAI MA PARLATE DI TRAGEDIE, MA COME SI FA A PARLARE DI TRAGEDIA QUANDO UNO VETTE LA SUA VITA ATTACCATA A UN CHIODO??? MAH

  2. christian ha detto:

    Sarebbe lunga e difficile spiegare la differenza tra alpinismo ed arrampicata. Quando si parla di arrampicata sportiva si discorre di uno sport in effetti. Il resto delle discipline verticali invece non lo sono. Se parliamo di sport, di arrampicata sportiva, basta osservare le statistiche e si riscontra che c’ stato 1 singolo morto a Parma da quando esiste. Molto differente il caso di morte in altri sport come pugilato, F1, arti marziali, moto, ecc… Che hanno effettivamente un’incidenza mortale e comunque molte possibilità di traumi.

    Se invece allarghiamo il discorso alla montagna in generale oppure alla roccia ovviamente i pericoli si alzano ed i casi si alzano, ma non stiamo più parlando di sport e quindi il paragone cambia. Allora basta guardare le statistiche e si riscontra che non c’è lontanissimo paragone rispetto alla casistica che vi è andando anche solo in macchina. Sulle strade in una settimana ci sono più incidenti che nel corso di un intero anno in montagna. Solo che ai media fa comodo fare i necrologi perché fa notizia. Eppure non mi pare che la gente si faccia problemi ad andare in auto… e figuriamoci se se ne fa ad andare in moto! E’ normale bere alcoolici oppure fumare… Anzi nei film, tutt’ora è ancora qualche cosa che fa vanto. La gente sa che fumando morirà e bevendo… e non ha un dubbio ma lo sa per certo, ma lo fa lo stesso e magari poi si rifugia nella paura dell’andare in montagna.

    Nessuno obbliga alcuno ad andare in macchina, a fumare, a bere, a fare pugilato oppure rugby …e lo stesso vale per la montagna. Tutto ha un rischio e tutto ha un pericolo. Basta scegliere che fare. Io so che se domani andrò ad arrampicare usando la macchina, il momento in cui starò guidando sarà quello che statisticamente mi darà il maggior pericolo, mentre so quasi per certo che arrampicando non avrò particolari problemi. Probabilmente però guiderò lo stesso.

    Se un giorno mio figlio vorrà giocare a scacchi, arrampicare, sciare, guidare o giocare a carte… beh sarò lieto di condividere la sua scelta quale che essa sia, perché è la scelta che ci rende liberi e quindi vivi, Quale che essa sia a patto che non leda la libertà altrui. Non dirò mai ad un altro vai. Non dirò mai ad un altro non andare. Perchè ciò lede la libertà altrui.
    La non scelta ci rende morti che camminano, niente di più.

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