MENU

20 Ottobre 2008

Eventi · Insight · Notizie CAI

98° CONGRESSO CAI Il nuovo ruolo sociale del Club Alpino Italiano Gli interventi del Presidente Generale

Un momento del congressoIdentità e ruolo del Club Alpino Italiano in una società in trasformazione” è stato il tema del 98° Congresso Nazionale del Club Alpino Italiano, che si è tenuto nelle giornate di Sabato 18 e Domenica 19 ottobre 2008 presso la Scuola Militare Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo (TN).
“Da questo congresso è emersa una visione di grande respiro, aperta al nuovo ruolo sociale del Club Alpino Italiano. […]” (continua a leggere il comunicato stampa in formato pdf)

La versione audio integrale degli interventi del Presidente Generale Annibale Salsa:

il discorso di apertura (7.8Mb, 8’29”)

[audio:https://www.mountainblog.it/audio/relazSalsa-def.mp3]

il discorso di conclusione (11.4 Mb, 24’59”)

[audio:https://www.mountainblog.it/audio/conclusioneSalsa-def.mp3] Tutte le audiointerviste ai relatori e ai parteciapnti ai seminari tematici >

9 Responses to 98° CONGRESSO CAI Il nuovo ruolo sociale del Club Alpino Italiano Gli interventi del Presidente Generale

  1. Claudio Mitri ha detto:

    non è un caso che i temi dell’ambiente e del mondo giovanile abbiano polarizzato buona parte dei dibattiti del congresso. Oggi, non domani, dobbiamo impegnare le nostre migliori energie per far fermentare una cultura alpina a salvaguardia del territorio montano e delle sue risorse e lasciare in eredità ai giovani di oggi la capacità di gestire un futuro di recuperato equilibrio Uomo-Natura.

  2. Vittorio Pacati ha detto:

    Congresso smagliante e senza smagliature.Ritengo necessario approfondire e dare attuazione pratica alle proposte emerse per favorire i giovani dai 18 ai 21 anni quali lo sconto sulla tessera e sui prezzi nei rifugi. Saluti. Vittorio

  3. remo romei ha detto:

    Caro Presidente, ti devo ringraziare per aver fatto rivivere il Congresso.Da tempo si sentiva l’esigenza di un confronto su una realtà che ci avvolge: la comunicazione sociale.Io credo che l’identità ed il ruolo del CAI siano iscritti ben chiaramente nel nostro DNA, oggi dobbiamo ragionare e lavorare sul modo di proporci e comunicare all’esterno delle nostre sezioni, e purtroppo anche a qualche socio, qale è la vera vera anima del CAI. Buon lavoro Presidente da un stravecchio socio ,

  4. remo romei ha detto:

    Caro Presidente, ti devo ringraziare per aver fatto rivivere il Congresso.Da tempo si sentiva l’esigenza di un confronto su una realtà che ci avvolge: la comunicazione sociale.Io credo che l’identità ed il ruolo del CAI siano iscritti ben chiaramente nel nostro DNA, oggi dobbiamo ragionare e lavorare sul modo di proporci e comunicare all’esterno delle nostre sezioni, e purtroppo anche a qualche socio, qale è la vera vera anima del CAI. Buon lavoro Presidente da un stravecchio socio ,

  5. remo romei ha detto:

    Caro Presidente, ti devo ringraziare per aver fatto rivivere il Congresso.Da tempo si sentiva l’esigenza di un confronto su una realtà che ci avvolge: la comunicazione sociale.Io credo che l’identità ed il ruolo del CAI siano iscritti ben chiaramente nel nostro DNA, oggi dobbiamo ragionare e lavorare sul modo di proporci e comunicare all’esterno delle nostre sezioni, e purtroppo anche a qualche socio, qale è la vera vera anima del CAI. Buon lavoro Presidente da un stravecchio socio ,

  6. remo romei ha detto:

    Caro Presidente, ti devo ringraziare per aver fatto rivivere il Congresso.Da tempo si sentiva l’esigenza di un confronto su una realtà che ci avvolge: la comunicazione sociale.Io credo che l’identità ed il ruolo del CAI siano iscritti ben chiaramente nel nostro DNA, oggi dobbiamo ragionare e lavorare sul modo di proporci e comunicare all’esterno delle nostre sezioni, e purtroppo anche a qualche socio, qale è la vera vera anima del CAI. Buon lavoro Presidente da un stravecchio socio ,

  7. Gabriella Ceccherelli ha detto:

    Caro Presidente,
    quelli di Predazzo sono stati due giorni, peraltro organizzati in modo ottimale e in un contesto di rilievo, che, sono certa, segneranno un punto fermo per la crescita della nostra associazione.
    Infatti le relazioni e i dibattiti ad alto livello hanno fornito spunti importanti di confronto e riflessione sul ruolo futuro del CAI e sui percorsi da seguire e da intraprendere per un sempre maggior adeguamento ai cambiamenti che la nostra società ci richiede.
    In questi ultimi anni, sotto la sua presidenza, le potenzialità del CAI sono emerse con grande concretezza e per quelli di noi, che credono profondamente nella nostra associazione e che condividono le sue linee programmatiche, è un “momento magico”.
    Ma, come tutte le cose belle, mi piacerebbe poterlo condividere con tutti gli altri soci, per cui, penso, che dovremo investire molto su una comunicazione più incisiva all’interno della nostra associazione affinchè tutti possano prendere coscienza delle sue finalità, sentire l’orgoglio di farne parte e trarne stimolo per una sempre maggiore partecipazione.
    Molte grazie, quindi, per l’entusiasmo, l’impegno e la competenza con cui ci sta guidando in questa difficile fase di passaggio.
    Cordialmente
    Gabriella Ceccherelli

  8. Paola Biagi ha detto:

    Purtroppo non ero presente al Congresso ma ascoltando su questo blog gli interventi del nostro Presidente Generale penso che il suo messaggio debba necessariamente farci riflettere sul ruolo del Club Alpino Italiano in questa nostra società che è in continua trasformazione, guardando al futuro e alle nuove generazioni.

  9. Marco Lavezzo ha detto:

    Grazie ai contributi audio di questo blog ho potuto vivere i momenti salienti del Congresso, al quale non ho potuto partecipare perché impegnato in un altro importante convegno per il Sodalizio: il 1° raduno nazionale CAI di mountain bike. Ebbene, in questa assise si sono dette più o meno le stesse cose che ho sentito nelle parole del Presidente Salsa pronunciate a Predazzo.
    Ribadire le finalità “culturali” (a 360 gradi) rispetto al consumo ludico: ma è proprio questo il messaggio che il mondo mtb-cai sta faticosamente cercando di veicolare. Il cicloescursionismo è in antitesi con l’utilizzo sportivo della mtb, eppure il manicheismo evocato dal Presidente sta scavando un solco tra i soci: non è certo divisione tra Bene e Male quanto la dicotomia tra organi decisionali e base attiva. La sfida del CAI è vivere nella realtà di oggi? Allora occorre conoscerla questa realtà. Dissento in tal senso dall’affermazione che la mtb è in fase numericamente calante: forse lo è dal punto di vista ludico-agonistico (e se così fosse lancio un evviva!) ma non lo è certo nel movimento escursionistico del CAI. Al raduno nazionale erano rappresentate 11 regioni italiane, sulla base dei calendari sezionali pubblicati su internet si contano più di 130 sezioni che hanno almeno una gita sociale in mtb. Numeri in forte crescita, che richiedono attenzione proprio in virtù della felice affermazione che il CAI deve essere sentinella della montagna. Per garantire uno sviluppo sostenibile delle nuove forme di frequentazione è necessario che il CAI guardi alle attività “emergenti” senza pregiudizi e senza chiusure. Altrimenti l’identità del Club rimarrà chiusa in se stessa, in una spirale di autoreferenziazione che prelude all’estinzione.
    È questo il messaggio lanciato dai Soci organizzatori e animatori dell’escursionismo in mtb, praticato in coerenza con il più autentico spirito del pedalare per conoscere, amare a tutelare la montagna (soprattutto la media montagna…), in piena sintonia con il Congresso di Predazzo.
    Grazie Presidente per l’attacco alla burocrazia, per voler ri-portare il Sodalizio al cuore delle cose, per aver suggerito il buon senso nell’applicare norme e regolamenti: le tue parole ci incoraggiano. Speriamo che finalmente si passi dalle parole ai fatti.
    Marco Lavezzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *