Ecco il marchio che rappresenterà il Bene Dolomiti – Dolomiten – Dolomites – Dolomitis UNESCO e la Fondazione costituita per tutelarlo. Il vincitore del bando indetto dalla Provincia di Trento ha avuto la meglio su oltre trecento proposte che erano giunte e che sono state vagliate da una apposita giuria di esperti. Ora il marchio andrà a simboleggiare il Bene, in tutte le sue declinazioni, in tutti gli ambiti in cui la Fondazione si troverà ad operare.
Nella proposta prima classificata, a cura di Arnaldo Tranti Design (Saint Cristophe AO), il segno riconduce visivamente alla geomorfologia delle Dolomiti, evitando la riconoscibilità di cime specifiche per dare rappresentatività all’insieme dei 9 sistemi. Il disegno descrive il “tessuto” geologico delle Dolomiti. Un ordito, costituito da segni verticali netti (l’imponente spinta verticale delle pareti) spezzata da un trama più leggera e disordinata di segni brevi orizzontali (le cenge, le balze, i terrazzamenti). La valle viene invece rappresentata da un segno arcuato e dolce che descrive e ne rivela lo sfondo.
Le Dolomiti sono rappresentate in quattro cime. Queste “figure” simboleggiano le quattro diversità culturali presenti sul territorio: italiani, tedeschi, ladini, friulani. Le figure emergono dal bianco e prendono forma e disegno all’interno di un rettangolo orizzontale, un “territorio“ racchiuso in un perimetro per tutelare meglio un ambiente unico e mitico.
Nella proposta seconda classificata, a cura di Enrico Belloni (Seregno MB), l’idea della progettazione del logotipo si è sviluppata partendo dagli elementi del paesaggio naturale che hanno permesso alle Dolomiti di entrare a far parte del Patrimonio dell’UNESCO. Lo sviluppo del marchio si ispira al tipo segnale che indica i sentieri di montagna.
Nella proposta terza classificata, a cura di Diego Moreno (Modena), la rappresentazione del tempo e dello spazio ha guidato l’elaborazione del marchio, che desidera raccontare, con pochi segni, la forza maestosa e le cangianti cromie delle Dolomiti, l’intersecarsi vario di forme orizzontali e verticali che ne determina la spettacolarità. Il logo racconta quindi la storia delle Dolomiti ed il loro presente, attraverso segni e colori che ne scompongono la bellezza in elementi singoli, per poi ricomporla in un racconto ricco di ammirazione.
Leggi il post con i commenti di personaggi conosciuti e dei nostri lettori!
Fonte: Provincia di Belluno
Tags: concorso, Dolomiti, experience, logo, patrimonio, UNESCO
Brutto. Più che le Dolomiti a me riporta alla mente il profilo di una metropoli…
Terribile 😮 !
Orribile. A tutto fa pensare meno che alle montagne più affascinanti del mondo.
E tutta quella filosofia che lo avrebbe ispirato e che dovrebbe dallo stesso essere rappresentata?
Non si vede proprio.
Veramente brutto, fuori tema. Concordo con Jessica, sembra una metropoli.
Speriamo si possa cambiare… Generato da un contorsionismo mentale, a leggere le linee ispiratrici.
…mah io l’avrei fatto fare da weblogo.it
Decisamente orrendo e l’obiettivo non è stato centrato!
La prerogativa di un “logo” è quella di fornire il messaggio nella maniera più diretta ed immediata possibile.
A tutte le persone che l’ho mostrato non ha suggerito la minima sensazione non solo delle Dolomiti ma nemmeno di una montagna. Tutti hanno visto grattacieli mitragliati, bombardati o terremotati.
Il fatto che questo “logo” sia accompagnato da una pagina di spiegazioni già significa che la sua comprensione non sia proprio così immediata.
Gli altri due “logo”, aggiunti sulla sinistra, concorrono ulteriormente a creare confusione.
Una vera schifezza: peccato che coi tempi che corrono si siano spesi tanti soldi!
Se dobbiamo rappresentare un simbolo per l’umanità e dare un’immagineintuitiva ed esemplare quale un logo, il minimo sarebbe rivolgersi a dei professionisti.
Guardare i lavori svolti in precedenza da tali grafici e designer e poi tirare le somme.
Evitare chi fa grafica e web in 5 minuti solo per guadagnare.
I risultati eccoli, un logo inutile.
Davide
Orribile!
Quando vado in dolomite cerco di vedere soprattutto pareti boschi prati e torrenti sapendo che ci sono anche tante cose da non vedere (troppe strade, troppi impianti di risalita, troppi elicotteri, ecc) ma con questo logo sembra di vedere solo grattaceli o giochi elettronici tipo tetris.
Orribile!!!!!!!!
Riconosco nello stile il linguaggio grafico introdotto ai principi del nuovo millennio dalla coppia di designer Berlusconi & Brambilla. Nel lettering e nelle scelte cromatiche individuo una chiara citazione del logotipo tipo logo di Milano 2015. Rappresenta pienamente l’Italia di oggi. Coerente. Rassicurante. Da espatrio.
Quandole Dolomiti e noi con loro siamo stati riconosciuti patrimonio dell’umanita, ci è stato detto che noi essendo stati sempre sul territorio avremmo sempre avuto l’ultima parola per poter conservare e portare nel mondo e avanti nel tempo la cultura e la bellezza delle Dolomiti, bene …se questi sono i prepost…andiamo bene!
Il simbolo fa schifo a tutti i cittadini Dolomitici sembrano dei palazzi dirroccati,presagio di come diventeranno i teritori Dolomitici o progetto di come farle diventare?
Qual’è lintenzione di chi ha realizzato questo simbolo o di chi l’ha scelto?
Perche a noi nessuno ha chiesto di scegliere niente, al contrario delle premesse che evano fatto!
Quindi se questa è la consideraziuone di chi vive sul teritorio possiamo solo aspettarci che qualche bel costruttore affamato di soldi speculi sul nome DOLOMITI PATRIMONIO DELL’UMANITA’ e ci costruisca quei palazzi nel simbolo e che fra cent’anni diventino esattamente come nel disegno!
Patrik Ongaro DoloMitico