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29 Aprile 2011

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E' MORTO LORETAN Durante una salita al Grünhorn

L’alpinista svizzero Erhard Loretan, uno dei nomi più importanti dell’alpinismo internazionale con al suo attivo tutti i 14 ottomila senza ossigeno, è precipitato giovedì 28 aprile durante una salita al Grünhorn (4.043 m), nel giorno del suo 52esimo compelanno.

Loretan sarebbe precipitato dalla cresta poco sotto la vetta del Grünhorn, verso mezzogiorno, a circa 3.800 metri di quota, mentre si trovava in compagnia di una donna che accompagnava in qualità di guida alpina. La donna, gravemente ferita, è stata recuperata dal soccorso alpino e subito portata in ospedale.

L’alpinismo perde un uomo a cui tutti riconoscevano fortissimi carattere e volontà, oltre che naturalmente il grande valore delle sue imprese, tra cui la salita di 3 Ottomila (Gasherbrum II, Gasherbrum I e Broad Peak) in 17 giorni nel 1983, e la salita in 43 ore andata e ritorno del versante Nord dell’Everest nel 1986, solo per citarne alcune.

La vita di Loretan è stata segnata inoltre dalla perdita del compagno di cordata Pierre-Alain Steiner sul Cho Oyu (1985), e soprattutto da quella del figlio giovanissimo.

Nel 2010 Loretan è stato ospite della WebTv del TrentoFilmfestival, e di seguito vi proponiamo l’intervista registrata in quell’occasione.

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2 Responses to E' MORTO LORETAN Durante una salita al Grünhorn

  1. Ernesto ha detto:

    …………. un grande alpinista.

  2. Andrea Gaddi ha detto:

    E’ scomparso un grande alpinista. I terzo ad aver conquistato tutti gli ottomila.
    Forse il miglior himalaysta di tutti. Capace da passare dalle cime nevose himalayane alle grandi scalate su roccia (Trango). Alpinista polivalente. Un grande.

    E’ stato fantastico lavorare al suo libro insieme. Sarebbe uscito a febbraio del 2012 la sua autobiografia. Nonostante i termini contrattuali lo consentano, non so se mi sento di pubblicare questo libro ancora Almeno finché non lo autorizzino (col cuore) i suoi familiari.
    Vedremo…

    In ogni caso, è stato fantastico lavorare con te Erhard!
    Non eri il “Terzo”, eri un grande…

    Andrea

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