Anche noi di MountainBlog avevamo celebrato la notizia con un bel post: l’austriaco Christian Stangl – impegnato nel 14 Summit Project – aveva dichiarato di aver raggiunto la vetta del K2 il 13 agosto scorso, dopo una scalata di 70 ore in solitaria!
Un’impresa dal valore ancora maggiore, se si tiene presente che il K2 – considerato tra i più difficili in assoluto tra gli 8.000 himalayani – quest’anno non era stato salito da nessuno, e aveva anzi visto concludersi tragicamente il tentativo della Kaltenbrunner, con la morte del suo compagno di spedizione Fredrik Ericsson.
Ebbene – dopo le prime polemiche lanciate dal sito Expolerersweb – che potevano però ancora far pensare a vili battibecchi tra ex-compagni di spedizione, ora purtroppo è ufficiale: quello che riportiamo di seguito tradotto dall’inglese è il comunicato ufficiale diramato stamane sul sito di Mammut, sponsor dell’alpinista. Crediamo interessante e fonte di future discussioni considerare anche le motivazioni riportate da Stangl sulla vicenda, forse segno di un alpinismo che ha bisogno di riflettere maggiormente sul significato che hanno assunto certe imprese negli ultimi anni…
Christian Stangl si era prefissato un obiettivo ambizioso ovvero quello di scalare tutte le maggiori vette del mondo (più le seconde cime). Un traguardo fin troppo ambizioso perché la vetta del K2 non è mai stata, da lui, conquistata. La presunta foto – prova fu infatti scattata approssimativamente a 7500 metri, certezza questa che lo stesso Stangl ha ammesso nel corso di una recente conferenza stampa.
Al Gruppo Mammut rincresce profondamente il fatto di aver divulgato un’informazione incorretta: questo tipo di inganno contraddice infatti i principi alpinistici e pertanto Mammut Group Sport si dissocia appieno da tale tipo di azioni.
Nonostante l’accaduto, consideriamo Christian Stangls come una persona onesta. Tutti i suoi successi sono abbondantemente documentati e di indiscussa rilevanza. Non c’è dubbio relativamente alla loro autenticità e per tale motivo Mammut rimane profondamente convinta delle straordinarie abilità alpinistiche di Stangl. Le prossime collaborazioni con l’alpinista dipenderanno quindi dai suoi futuri programmi che saranno discussi nel corso delle prossime settimane.
La giustificazione data da Stangl relativamente alla vicenda è la seguente:
“Suppongo di essere arrivato a questo punto per una sorta di combinazione tra la paura della morte e l’ancora più soffocante timore di un fallimento. Il raggiungimento delle mete era ed è il fattore determinante dell’alpinismo. Credo di aver superato il mio personale fallimento solo dopo tre estati e ben sette tentativi di risalita della vetta. I miei sponsor non hanno fatto alcuna pressione su di me affinché raggiungessi la cima. Tale pressione è dipesa solo ed esclusivamente da me. La paura della morte è molto brutta, ma quella del fallimento – all’interno di una società completamente votata al raggiungimento degli obiettivi – è ancor peggiore“.
Fonte: www.mammut.ch
Tags: action, Alpinismo e Spedizioni, Christian Stangl, Mammut Group Sport
che delusione… nn si fa… e il bello che per giorni ha sostenuto il contrario… schiavo della montagna?!
vien da dubitare di tanti…
Molto interessante che Stangl, nel motivare la sua menzogna , per ben 2 volte “pesi” la “paura del fallimento”, come più decisiva della “paura della morte”.
Mi fa pensare a una frase di un libro di un grande maestro del nostro tempo, Eckhart Tolle, che dice:
“La paura sembra avere molte cause. Paura della perdita, paura del fallimento, paura di essere offesi e così via, ma in definitiva, ogni paura è la paura che l’IO ha della morte…”
Questi grandi alpinisti, superdotati dal punto di vista egoico ( chè altrimenti, grandi non sarebbero ),
soffrono terribilmente il fallimento, che viene vissuto come una mancanza di valore.
Vi siete mai chiesti, quante cime sono state conquistate grazie alla molla della volontà di affermare il proprio valore?
E non sto parlando di un limite…quasi tutte le più grandi imprese umane, in ogni campo, hanno dietro la stessa feroce volontà di affermare: IO SONO !
Ma anche tutte le più grande nefandezze umane hanno dietro la stessa causa…
Personalmente allora, plaudo al coraggio di Stangl che si è guardato dentro e ha così conquistato
la sua vetta più alta e difficile.
( Il libro di Tolle, per chi volesse leggerlo, è IL POTERE DI ADESSO. Lo consiglio vivamente !!! )
Non ci sono giustificazioni per un imbroglione..
Grande alpinista, piccolo uomo.
…casomai …meno grande alpinista…ma più uomo…
anche a me ha deluso