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2 Maggio 2009

Alpinismo e Spedizioni · Cinema · Climbing · Eventi · TrentoFestival · Alpinismo e Spedizioni · Climbing · Vertical · Festival ed Eventi Cinematografici · Film

“IL GRIDO DI PIETRA” DI REINHOLD MESSNER “Nel ‘59 Maestri non salì sul Cerro Torre”

Cerro Torre - Fonte: Wikipedia - Davide BrighentiQuella di giovedì 30 aprile è stata la giornata del Cerro Torre, una delle montagne simbolo, mito patagonico, per gli alpinisti di tutto il mondo.

Al pomeriggio la polemica, ovvero la presentazione in anteprima dell’ultimo libro di Reinhold Messner, “Il grido di pietra” (Corbaccio), che vede l’alpinista altoatesino nelle vesti di storico ricostruire la vicenda della tanto discussa prima al Cerro Torre di Cesare Maestri, Cesarino Fava e Toni Egger nel ’59; Messner è stato categorico: “Cesare nel ’59 non può essere salito in vetta al Cerro Torre“, lo dimostrerebbero secondo lui l’incrocio dei racconti dei protagonisti, l’attrezzatura – soprattutto le piccozze – non adatte ad affrontare il “fungo” finale, e il fatto che nessuna delle cordate successive abbia mai ritrovate tracce – ad esempio i chiodi a pressione – di quella salita.
Polemica, dicevamo, nonostante Messner abbia dichiarato grande stima per Cesare Maestri e sostenga che il suo reale interesse in questo lavoro di indagine sia in realtà la conoscenza delle motivazioni psicologiche degli alpinisti.

Nella serata al teatro Auditorium invece la grande festa, ovvero un racconto suggestivo delle salite e dei protagonisti del Cerro Torre con un Maurizio Nichetti abile conduttore capace di creare un’atmosfera leggera, assistito da letture, musica, filmati, immagini. Presenti in sala molti protagonisti della vetta patagonica, ma non Cesare Maestri.

Una serata pensata volutamente per rimanere lontani da una polemica la quale naturalmente ancora una volta si è subito accesa: una discussione su cui non sentiamo il bisogno di dire la nostra sembrandoci essa qualcosa di cui l’alpinismo probabilmente non ha bisogno.
Preferiamo lasciarvi al racconto per immagini della presentazione del libro di Messner, e riproporvi un’intervista che proprio Cesare Maestri ci aveva rilasciato tre anni fa in occasione della 54^ edizione del TrentoFilmfestival.

Andrea Bianchi

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Vai all’intervista a Cesare Maestri >

33 Responses to “IL GRIDO DI PIETRA” DI REINHOLD MESSNER “Nel ‘59 Maestri non salì sul Cerro Torre”

  1. tiziana ha detto:

    Non conoscevo mountainblog e sono contenta di aver trovato uno spazio che mi permette di dire una cosa per me molto importante. Ripeterò semplicemente una frase che Cesarino Fava, piccolo grande uomo, ha risposto ad un noto alpinista fomentatore del dubbio delle imprese altrui:
    ” SAI PERCHE’ TU NON CREDI? PERCHE’ IL TUO MODO DI PENSARE E’ MISERABILE. IO INVECE CREDO PERCHE’ IL MIO MODO DI PENSARE E’ NOBILE!”
    Questo era Cesarino: un uomo nobile. Questo è ciò che fa la differenza tra gli alpinisti e anche tra gli uomini. L’Essenza.
    Cesarino è stato un grande esempio di coerenza, entusiasmo e saggezza.
    E’ stato un padre straordinario e generoso per tanti che, come me, hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
    Lo “Spirito Nobile” qualche volta è motivo di invidia e rancore di chi non ce l’ha, nonostante le imprese titaniche.
    Ad honorem. Tiziana Ambrosi

  2. Remo Romei ha detto:

    Cesare Maestri e quel Messner che continua a polemizzare. Rileggendo l’intervista rilasciata da Cesare Maestri diversi anni fa concordo con lui nel dire che se si aprisse l’armadio di qualche grande certamente si troverebbe qualche scheletro. Caro Cesare “non curar di lor ma guarda e passa”. Un cordiale saluto Remo Romei

  3. Leo ha detto:

    Proprio per tutto quello che di grande ha fatto nella sua vita di alpinista, sarebbe ora che Messner capisse che di certe cose non ne ha bisogno, anzi, possono solo danneggiare il ricordo che si avrà di lui…

  4. giancarlo ha detto:

    E’ veramente triste ed avvilente leggere ANCORA tanta acredine nei confronti di CESARE MAESTRI per la sua scalata al TORRE insieme a TONI EGGER

  5. Isotta ha detto:

    Il Grande Daniele Chiappa disse: “Chi semina vento raccoglie tempesta”.
    Maestri sta raccogliendo quanto ha seminato. Ricordate che si sta parlando di una salita che se fosse stata fatta sarebbe la più grande della storia dell’alpinismo. Informatevi, studiate, leggete e rileggete, tirate fuori le palle ed andate a vedere dove dice di essere salito. Poi parlerete in modo diverso.

  6. giancarlo ha detto:

    Ribadisco quanto gia’ scritto …e pur essendo mediocre rocciatore innamorato del mio ” triangolo incantatore ” che e’ poi il MONVISO ..Il CERRO TORRE e le sue vicende mi hanno da sempre affascinato..cosi’ come la figura di CESARE MAESTRI ..sulla sua salita insieme a TONI EGGER ho letto tutto quello che c’era da leggere ….in quegli anni Lui era il piu’ forte piaccia no ,…aveva sperimentatto tecniche inarrivabili e quindi trovo comunque scorretto e triste nello stesso tempo leggere di gente che va a cercare tracce del suo passaggio dopo 50 anni ..oltretutto non essendo neppure sicuro di percorrere la via giusta !.e anche la sua seconda salita quella del ” 70″ cosi’ tanto criticata..ricordiamoci che fu ripercorsa solo 9 anni dopo dal migliore rocciatore de “”EL CAPITAIN ” che era Jim Bridwell
    Giancarlo

  7. marco vegetti ha detto:

    Cara Isotta (o caro Salvaterra?), leggi e studia.
    Daniele Chiappa è arrivato buon ultimo: Chi semina vento raccoglie tempesta è un proverbio attribuito al profeta ebraico Osea ( cap. VII v.7 del suo libro )…

    Il problema vero è che con questa storia delle “difficioltà insormontabili all’epoca” si cancella non solo la storia (la Storia) dell’alpinismo, ma quella dell’intera umanità.
    sarebbero cancellati d’un botto tutti quegli “idealisti” che hanno scosso l’umanità con le loro teorie avanti decenni se non secoli (da galileo ad Einstein…).
    E, in ugual modo, l’alpinismo sarebbe fermo alla scampagnata sulle collinette dietro casa.

    Ma ormai siamo arrivati alla storia dell’alpinismo scritta dai “processi”…
    K2, Torre, Val Montanaia.
    Che squallore…

  8. Paola ha detto:

    Cosa c’entra la storia dell’umanità.
    Galileo, Einstein sarebbero stati degli “idealisti”?
    Tutt’altro: SCIENZIATI CHE HANNO DIMOSTRATO LE LORO TEORIE.

  9. Isotta ha detto:

    “Ora vorrei chiedere a Messner”, ma allora senza chiacchierare tanto, visto che le Sue sono sempre CHIACCHIERE, perché non lo chiede pubblicamente a Messner davvero e vediamo come cerca di sostenere le sue teorie di fronte a lui. E tiri fuori le palle e vada al Torre a provare. Chiacchierone… Grande Professore… Scriva Lei un libro a difesa di Maestri e di quanto Lei sostiene…

  10. paola ha detto:

    Tiziana io non condivido questa affermazione:
    ” SAI PERCHE’ TU NON CREDI? PERCHE’ IL TUO MODO DI PENSARE E’ MISERABILE. IO INVECE CREDO PERCHE’ IL MIO MODO DI PENSARE E’ NOBILE!”
    Considerare gli scettici dei “miserabili”!?
    Condivido piuttosto quanto detto da Carl Sagan: “Una affermazione straordinaria necessita di una dimostrazione altrettanto straordinaria”

  11. SKITCH ha detto:

    Miserabile sarà Lei. Io non sono nemmeno presuntuoso da dire di essere “nobile”. Lei invece sì, molto sapiente e prof. come tanti altri. Nobili senza palle.

  12. MASSIMO ha detto:

    sto leggendo da oggi pomeriggio di questa querelle Maetri-Messner, devo dire che non provo simpatia per nessuno dei due mi sembrano due pergonaggi piuttosto arrganti, ma al di la di questo vorrei porre una domanda
    Pare che sulla via Maestri Egger del 1959 dopo i primi 300mt non ci sia traccia di passaggi. Se cosi fosse come organizzarono le calate di discesa ? Su cosa si assicurarono? Diciamo che su una parete di 2000 mt , 1700 senza traccia ,,,
    Credo che per scendere 1700 mt di TORRE almeno 20 calate dovrebbero essere state organizzate o no?
    La mia per carità non è polemica è solo curiosità , non sono nessuno, ma il fatto che su una cinquantina di pagine che ho letto oggi nessuno faccia riferimento alle calate in doppia, boh mi sembra strano…Dubito fortemente che dearrampicarono..
    Se qualcuno ha un’idea impazzisco dalla voglia di leggerla
    ciao a tutti

  13. Mauro ha detto:

    E’ vero, e’ triste infangare le gesta di un personaggio così grande dell’alpinismo, ma la cosa più triste è che questo stesso personaggio ha preso in giro la comunità degli alpinisti per 50 anni con questa gigantesca fandonia. Chi conosce un minimo della storia del Torre e delle gesta eroiche dei suoi protagonisti sa che Maestri nel ’59 è salito sulla vetta… solo nella sua fantasia.
    Basti pensare che la cosiddetta “via Maestri” sulla parete nord, come descritta (molto approssimativamente) dal Meastri stesso non è MAI stata ripetuta esattamente, nemmeno dai migliori alpinisti dei giorni nostri, con tecniche ed attrezzature che sono anni luce avanti rispetto a quelle de ’59. Come già fatto notare, le spedizioni successive hanno riscontrato il passaggio dei due (chiodi, corde, etc), solo nei primi 300 metri dei 1200 di salita, ben prima della forcella (“colle della conquista”); dopo quel punto, più nulla, nemmeno un singolo chiodo, o un pezzo di corda. La descrizione data da Maestri del seguito della via è totalmente in disaccordo con la realtà e sembra opera di pura fantasia, così pure come i dettagli della scalata (pendenze totalmente inventate, pareti ghiacciate inesistenti, etc)
    Come se non bastasse, 11 anni dopo il Maestri decide (non si sa per domostrare che cosa) di ridurre la parete est ad un colabrodo mediante l’ausilio di un compressore meccanico, lasciando delle tracce così evidenti del suo passaggio che le centinaia di chiodi ad espansione utilizzati sono ancora ben visibili a 40 anni di distanza! Questo sua impresa lo sbugiarda in maniera definitiva (perchè non ha ripetuto la via di 11 anni prima? perchè è costretto ad usare un compressore? perchè ogni singola traccia di quella via è visible ancora oggi, mentre di quella originale nemmeno l’ombra?)
    Tengo a precisare che sia il tentativo del 59 che la quasi-salita del 70 sono state comunque imprese straordinarie per l’epoca.
    In genere è evidente che Maestri è stato un grandissimo, purtroppo con questa storia triste del Torre si è proprio giocato la faccia per sempre, andando ad infangare anche le gesta di tutti quelli che hanno salito veramente questa meravigliosa montagna, e soprattutto di chi ci ha lasciato la vita. Perchè non fa un favore a tutta la comunità degli alpinisti e non confessa finalmente come sono andate le cose? Chiunque se ne intenda un po’ di alpinismo lo ha già smascherato da anni. Dove vuole andare con questo enorme fardello che si porta dentro?

    agli escursionisti della domenica che hanno commentato precedentemente… informatevi prima di seminare scemenze.

  14. Isotta ha detto:

    Grazie Mauro! Grazie di cuore per quanto dici. Finalmente uno, che non sia io, che dice come stanno le cose. Non ho niente da aggiungere. Solo un grazie e “agli escursionisti della domenica che hanno commentato precedentemente… informatevi prima di seminare scemenze”. Qualcuno non è proprio uno della domenica ma si comporta peggio di loro. Non ho niente contro quelli della domenica, anzi, però… informatevi

  15. Domenico ha detto:

    Su http://www.montagna.org si festeggia il compleanno di Maestri e qui Isotta e il suo Tristano (Mauro) come nel dramma musicale wagneriano seminano fandonie e scemenze.
    Cesare Maestri ha conquistato la vetta del Cerro Torre e basta!
    Chiudiamo questo falso dramma da teatrino popolare.
    Il “grande inquisitore” (Mauro) vorrebbe estorcere confessioni e Isotta preparare un “auto da fé” al grande Cesare Maestri alla stregua di un eretico solamente perchè Maestri in tutta onestà sostiene la pura verità che non piace a loro e a qualcun altro geloso delle sue gesta.
    Che colpa può avere Cesare se è riuscito a raggiungere la vetta del Torre e qualcuno non riesce a spiegarsi come abbia fatto? Ci è riuscito e per questo è un grandissimo.
    Quanti innocenti sono finiti sul rogo…………….. per opera di falsi accusatori.
    Buon compleanno Cesare!!
    Siamo tutti con te noi alpinisti dei “giorni feriali”.

  16. Luisa ha detto:

    Grazie Domenico. Finalmente uno che dice come stanno veramente le cose.
    Non se ne può più di questi giovincelli arroganti che seminano scemenze e credono di essere i professorini dell’alpinismo.
    Perchè non trovano qualche chiodino in giro mettono in dubbio la grande onestà di Maestri.
    Non se ne può più di leggere sullo Scarpone di Salvaterra e delle sue teorie fantasmagoriche che brancolano nel buio. Mi domando: ma a chi interessano?
    Ma perchè non va a cercare funghi anzi che andare a cercare chiodi arruginiti in giro per i monti?
    Però se non trova anche quelli, non venga poi a raccontarci che in giro non ce ne sono e “nessuno” è passato di lì prima di lui perchè non trova le impronte degli stivali.
    Mauro anzi che sputare sentenze ed aspettare di mangiare i funghi di Salvaterra farebbe bene ad andare insieme con Isotta a raccogliere le castagne insieme agli escursionisti della domenica. Ottobre è il periodo buono!

  17. Luisa ha detto:

    Buon compleanno Cesare.
    Se un grande.

  18. anny ha detto:

    Io sono una escursionista della domenica però vorrei leggere il libro di Messner per sapere cosa dice di preciso. Sono curiosa ma ora non posso dirvi la mia.

    Ciao ciao ciao
    anny

  19. Isotta ha detto:

    Quanto siete IGNORANTI. E ignoranti non è una parolaccia. Ignorante è colui che non sa, che non ha conoscenza. Di montagna e soprattutto di Cerro Torre non capite proprio un c…
    Pensate prima di parlare e tirate fuori le palle ed andate lì. Andate da Messner e provate a parlargli con la vostra ignoranza. Non sono fantasie le mie. Sono prove. Se i chiodi non ci sono vuol dire che nessuno li ha messi. E se nessuno li ha messi significa che nessuno è passato di lì. Informatevi, studiate, leggete e forse poi direte meno c…
    ERMANNO SALVATERRA

  20. Alessandro ha detto:

    .. forse è meglio che lo si legga, il libro di Messner, prima di spargere giudizi a caso e livore evidentemente dovuto alla scarsa “simpatia” del personaggio, magari si scoprirebbe che “l’invidia” (di Messner!!!) è invece un misto di ammirazione per l’alpinista, comprensione per l’Uomo e sincera e obiettiva analisi . Affermare che Maestri sia “arrivato in vetta e basta!” è una ingenuità preconcetta almeno come dubitarne senza essere andati al fondo delle cose. Chi ha tentato la presunta “Maestri” negli anni dopo sono stati spesso il fiore dell’alpinismo moderno, e fa semplicemente sorridere veder sminuito il parere di questi “solamente” perchè non si trova “qualche chiodo” (.. andarsi a vedere quanti chiodi lo stesso Maestri sostiene di aver piantato, no eh ?) o perchè non sarebbero stati sicuri di quale fosse esattamente la Via (piccolo particolare: non lo sa spiegare neanche Maestri ..). La Via “del Compressore” salita nel ’70 da Jim Bridwell dimostra davvero poco, anzi, riporta vigore all’interrogativo ancora aperto per cui il primo salitore del Cerro Torre abbia preso la decisione di fare un percorso completamente nuovo, dimostrando quindi un bel niente al contrario delle intenzioni apertamente dichiarate .. Anche Tomo Cesen (.. vediamo se mi ricordo chi lo ha smascherato dopo le entusiastiche celebrazioni dell’evento ..) è sceso dalla parete Sud del Lotse sbandierando la vittoria su una delle pareti Himalayane più grandi e difficili, peccato che fosse una sonora balla spinta dalle aspettative creategli intorno: impossibile tornare a terra con un pugno di mosche in mano, immaginiamoci dovendo per giunta giustificare la morte di un Compagno, dovuta probabilmente alla propria arroganza. Capisco che in alcuni casi e per qualcuno possa essere doloroso (o deludente), ma in montagna sono i Fatti a creare i Miti e le Imprese .. la strada inversa può farci anche sentire in pace con il mondo, ma non cambia lo stato delle cose ..

  21. remo romei ha detto:

    Non credete di fare cosa piu inteligente di non parlarne piu ?? Ma perchè non avete niente da proporre?
    Siamo stufi sentire queste :”io sono piu bravo di te e te non sei andato li. Remo

  22. spider ha detto:

    Mi intrometto nella discussione , ma insomma il Salvaterra non li ha trovati i choidi e pace una cosa si può anche non trovare; invece ,però, di dirci in continuazione di andare a vedere sul cerro, poi magari troviamo i funghi, perchè non lo chiede a Mesner di andarci e senza ossigeno?

  23. angelo ha detto:

    Maestri farebbe bene a dire la verità, ma purtroppo il suo concetto di montagna è lungi da questa virtù.
    Oltre i chiodi in abbondanza ha usato anche il famoso Kompressor.
    Messner ha fatto benissimo a scrivere questo libro come Bonatti ha fatto bene a distruggere le menzogne di Ardito Desio e Compagnoni.
    L’alpinismo classico vero non può sopportare certe vanitose bugie.

  24. manuel ha detto:

    ho conosciuto maestri di persona e attraverso la ripetizione di molte sue vie: è stato un grande alpinista, ma come disse bruno detassis, ha finito presto di esserlo perchè non sopportava l’idea che qualcuno più bravo di lui offuscasse la sua fama; del torre non mi esprimo, ma vorrei che maestri, umilmente, accettasse le critiche verosimili dei suoi contemporanei; maestri , per me, resta comunque un grande alpinista, un uomo controcorrente anche se non avesse raggiunto nel ’59 il cerro torre!

  25. Isotta ha detto:

    Ma quanto siete ignoranti, omertosi, miseri. Mi fate pena. Voi che chiacchierate tanto, andate a chiedere qualcosa a Maestri della sua salita del ’59, andate gente, andate… Io le palle se serve le tiro fuori e senza nessun problema. Sul mio sito pochi giorni fa ho scritto quanto segue:
    DAL QUOTIDIANO “IL TRENTINO”
    … “Scusate se in tanto dolore e in tanta amarezza mi sento di esprimere anche un altro sentimento, ossia la speranza che una sciagura di queste proporzioni per l’alpinismo trentino e italiano sia un monito per chi ancora vuole speculare sulle vicende del Cerro Torre”. …
    DAL SITO montagna.tv
    “Scusate se in tanto dolore mi sento di esprimere un’altro sentimento: la speranza che una sciagura di queste proporzioni sia un monito per chi ancora vuole speculare sulle vicende del Torre – scrive ancora Maestri tirando una frecciata a chi, oggi, continua a rivangare e contestare la salita del ’59 …

    Io credo di essere uno di quelli, insieme a Messner che secondo lui vogliamo speculare sulla vicenda del Torre ’59. Si dovrebbe vergognare il caro Maestri. Prima di tutto per tirar fuori la sua storia in occasione della disgrazia di Fabio Giacomelli. E questo lo reputo abbastanza grave. E cosa c’entra la sciagura al Torre con la storia del ’59? Poi perche’ cosa vuol dire speculare? Forse io speculo? Anche l’autunno scorso ero in Patagonia e ci sono andato coi miei soldini e quindi non credo di essere un grande speculatore. Lui invece su questa storia, sul Cerro Torre, ci ha speculato tutta la vita. Rivangare e contestare la salita del ’59? Ormai sono pochi quelli che ancora credono a quella sua storia. Da tempo ormai nessuno dice piu’ niente. Solo lui lo fa ora o forse si vorrebbe sedere attorno ad un tavolo e riparlarne? No, non e’ mai accaduto e mai accadra’.
    VOI INVECE CHIACCHIERATE QUI PERCHE’ NESSUNO VI CONOSCE E A NESSUNO INTERESSEREBBE CONOSCERE VOI. LEGGETE, STUDIATE, INFORMATEVI ED USCIRETE DA UN PO’ DELLA VOSTRA IGNORANZA. http://www.ermannosalvaterra.it

  26. Roberto ha detto:

    Sono un “giovane” ammiratore di Walter Bonatti… vorrei sapere perchè Walter è stato bistrattato dopo la conquista del K2 e rtiabilitato di recente, mentre Cesare Maestri viene considerato un eroe, nonostante che non ci siano prove concrete sulla “conquista” del Cerro Torre.-

  27. Luisa ha detto:

    Te lo dico io il perchè Maestri viene considerato un eroe.
    Perchè ha conquistato il Cerro Torre.
    E le prove concrete ci sono. La prova concreta è il grande Maestri, la sua parola. Lui che è salito e sceso dal Torre. Non vi sono dubbi, tutti credono alla sua versione. La sua verià è salda.
    Cesare sei il nostro mito!!
    Viva Maestri e abbasso Isotta.

    Luly

  28. GIANCARLO ha detto:

    CERRO TORRE ..” Montagna impossibile “. ?.certo ….per MESSNER!!!!

  29. Isotta ha detto:

    Ma stai zitta, cara Luisa. Aspetta ancora un po’ e leggerai. Scrivi un bell’articolo a difesa. Ma non lo fai come tanti altri perché non sapresti proprio cosa scrivere. Ed allora taci e credi alla Franzoni, a Stasi, a Maestri. Credi e bevi tutte quelle cose e continua ad ubriacarti di quelle fonti. E prima di dire che la sua verità (tu hai scritto “verià” ma io non comprendo quella parola) è salda impara ad arrampicare. Se non ne sei capace impara a salire a jumar e prenditi un paio di buone guide e vai al Torre e quando tornerai allora avrai il diritto di parlare. Fino ad allora stai zitta che di cazzate ne hai dette abbastanza. ermanno salvaterra

  30. neofita ha detto:

    in cerca di informazioni sono capitata su questo blog. sono nuovissima al mondo dell’alpinismo e ne sto rimanendo affascinata. ma non riesco a sorridere davanti a tutto ciò che leggo nei vostri commenti. non credevo di trovare anche nell’alpinismo tanta lotta per la “supremazia”, tanta voglia di essere i “primi”, gli “unici”, gli “insuperabili”. anche a costo di esacerbare gli animi! l’agonismo, la lotta per superare vette inaccessibili credo siano giusti e salutari…ma ciò che leggo mi sembra forse un pò esagerato?! mah forse parlo così perchè appunto sono una neofita, chissà magari fra qualche anno…cmq complimenti per l’amore che dimostrate per questo sport.

  31. maco ha detto:

    scusate l’intromissione. non sono un alpinista, nemmeno della domenica.
    non saprei scalare manco il cancello di casa mia..
    mi incuriosiva il libro di Messner sull’argomento e leggendolo l’ho trovato molto avvincente ed appassionante. mi sono appassionato all’argomento anche se prima non sapevo nulla nè di Maestri, nè del Cerro Torre. quindi premesso che mi sono fatto un idea sull’argomento sulla base di un documento quale il libro di Messner che secondo i commenti che leggo è di parte vorrei fare due considerazioni.spero che qualcuno mi risponda anche se pensa siano delle boiate..

    1) La mia idea è che Maestri in cima al Cerro Torre nel ‘59 non ci è mai arrivato perchè questo è del tutto evidente non essendoci nessuna prova della salita se non la sua parola e i fatti smentiscono per mille ragioni questa possibilità.
    E’ allo stesso tempo assurdo o almeno così sembra a me che sono del tutto estraneo al mondo dell’alpinismo il fatto del perchè Maestri dovrebbe coscientemente mentire da tanti anni sostenendo di avere raggiunto la cima. in fondo che cosa gliene verrebbe? tanti grandi alpinisti hanno fallito e non hanno nessun problema ad ammetterlo e inoltre penso che la sua grandezza di alpinista rimanga intatta Cerro Torre o no.
    quindi mi chiedo: è possibile che Maestri che è stato in quei giorni del ‘59, da solo in condizioni climatiche e psicologiche disperate, che ha visto il suo compagno di cordata morire davanti ai suoi occhi, che è stato ritrovato anch’egli ( almeno così mi pare di aver capito) in condizioni di salute critiche e sotto shock sia in realtà convinto in buona fede di una cosa non vera? I suoi ricordi sono probabilmente molto confusi e alterati da tutto quello che era successo e questo spiegherebbe anche il fatto del perchè nel ‘70 di fronte a chi scettico metteva in dubbio la sua impresa avrebbe scelto una via di salita del tutto nuova invece che rifare quella iniziale…

    2) quando hanno trovato il corpo di Egger non hanno trovato la macchina fotografica o nessun indizio che potesse far supporre la salita o meno alla cima?

    grazie

  32. Luigi ha detto:

    Cesare Maestri è una leggenda vivente dell’alpinismo, anche se non è andato, E’ EVIDENTE, sul Cerro Torre.
    Ho letto “Grido di pietra” di Messner, ed onestamente non ho trovato nulla che mi possa far pensare ad un suo livore verso il “Ragno delle Dolomiti”, Maestri è stato l’idolo di Messner per moltissimi anni.
    Questo non vuol dire che Messner non possa dire quello che pensa di quella TROPPO agoniata, da Maestri, impresa.
    Messner rispetta Maestri, lo scrive nel libro più volte, e rispetta soprattutto il COME ci è andato sul Torre (1970).
    E’ solo che non lo condivide. Lui non lo fa e basta.
    Messner non è andato sul Torre poichè, tra l’altro, non poteva più dopo le imprese degli ottomila (piccole amputazioni).
    E’ molto probabile che anche in condizione non avrebbe tentato. Il rispetto della vita conta più di qualsiasi vetta.

  33. mirko corn ha detto:

    Non conosco niente,e quindi Ermanno è il più grande conoscitore della parete sono solo un buon dolomitista.Non sono le mie parole ma quelle di Jim Bridwell,secondo lui è possibile che particolari condizioni abbiano reso la parete scalabile in quel 59.Lo ha detto lui per sua esperienza personale, una parete di A4 A5 salita senza particolari difficoltà se non psicologica anni prima con picozza e ramponi su una grande montagna in Alaska.

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