Il nuovo logo delle Dolomiti patrimonio Unesco, individuato attraverso un concorso pubblico vinto dall’architetto e designer di Aosta Arnaldo Tranti, non piace ai più o comunque ha suscitato molte discussioni se non addirittura violente reazioni verbali!
Degne di nota – più che altro per la visibilità dedicata loro dai media – le prese di posizione contrarie di nomi come Messner (“non mi sembra riuscito, fa venire in mente New York“) o del presidente della Provincia di Bolzano Durnwalder (“non mi piace, ma non deve piacere a me, bensì a tutti; a me fa venire in mente solo grattacieli“), ma anche molti “semplici” cittadini, soprattutto in rete, non hanno risparmiato le critiche (“totalmente inadatto”, “brutto” o addirittura “un invito a cementificare”).
Tanto che in un’intervista su l’Adige del 10/11 l’architetto Tranti si sfoga dicendo che l’ambiguità oggetto della discussione (i “grattacieli”) era voluta, e vuole essere un richiamo alla “più bella architettura del mondo” citata dallo stesso Le Corbusier, ma soprattutto lo meraviglia quello che definisce “un accanimento a catena“, una vera e propria “follia” come mai gli era capito di vedere in 25 anni di professione!
Anche a noi di MountainBlog ha meravigliato il forte coinvolgimento della gente in questa discussione, ma non in senso negativo, anzi: forse è proprio il segnale che le Dolomiti sono sentite un patrimonio di tutti, un patrimonio dell’Umanità appunto, e quindi il simbolo che si candida a rappresentarle universalmente è qualcosa che tocca la sensibilità collettiva.
Ecco perchè vi invitiamo a partecipare al sondaggio… e a dire la vostra con i commenti!
Testo di Andrea Bianchi – Mountainblog.it
Tags: Dolomiti, experience, sondaggi, UNESCO
il logo é brutto. punto. non capisco perché l´architetto ideatore del logo se la prenda tanto.
Nessuno ha detto nulla contro di lui. Anzi, beato lui che ha vinto. Ma il logo resta osceno.
Il problema semmai é di chi ha scelto questo sgorbio che violenta le fondamenta sulle quali si basa il riconoscimento a patrimonio internazionale. Chi lo ha scelto? Ognuno esprime le proprie considerazioni personalissime. Liberi di fare quello che vogliono ovviamente; tuttavia, io come sembra molte altre persone amanti delle Dolomiti e tecnici del settore, ritengo che non rappresentei nulla di quanto richiesto e ritengo che non sia ARTE ma semplicemente una proposta sbagliata.
Lo cambierei subito. Non con il 2° arrivato ma forse con il 3° si.
il ragionamento fatto da Tranti è aberrante.. paragonare una creazione di Dio o della natura con un prodotto umano di cemento non ha senso… è come se per valorizzare la potenza di un testo come la bibbia utilizassi la copertina di Topolino.. o non lo so una bottiglia di champagne che ricorda il proprio valore utilizzando la grafica del tavernello… ma io non so sti designer che c’hanno in testa.. aiaiaiai..
bisogna essere tarati per paragonare qualcosa di così magnifico e coinvolgente come le dolomiti con una skyline.. forse il Tranti doveva vedersele un po le dolomiti, così come i folli che lo hanno selezionato!
ps… leCorbousier costruiva formicai per proto-umani del futuro.. uno squilibrato a cui troppo gente davav retta…
Ma….a me non piace ma c’è anche da dire che non abbiamo visto tutti gli altri loghi in concorso..o meglio, ho visto il secondo classificato e vi assicuro che sembrava ancora meno adatto del primo.
Non è certo facile disegnare dei loghi e a maggior ragione, se l’oggetto in questione sono le Dolomiti, credo che la cosa sia ancora più complicata. Ribadisco: a me il logo non piace, ma non mi sembra nemmeno giusto denigralo così tanto…Inoltre, visto che le Dolomiti sono patrimonio dell’Umanità forse sarebbe stato meglio che a scegliere l’immagine vincitrice non fosse una commissione di politicotti ma bensì una giuria popolare, un sondaggio aperto al mondo, no?
Secondo me il punto non è se “il logo è bello o brutto”. Questo fa parte dei gusti personali, che fanno piacere o meno il logo, e che inevitabilmente troveranno sempre sostenitori e detrattori.
Il punto è, semplicemente, che è inadatto.
Non rappresenta nulla delle Dolomiti.
Io lo guardo, da semplice possibile destinataria del messaggio, e non mi viene in mente il miracolo di bellezza e maestosità delle Dolomiti. Non penso alle pareti di roccia rosa dell’alba, ai cieli, alle sfide per raggiungere le vette, al mistero del rapporto uomo-montagna… Non mi emoziono!
Vedo il logo e mi sembra di vedere… sì, ha ragione Messner: lo skyline di una metropoli di cemento!
Il progetto per una riqualificazione urbanistica.
Il che, mi permetto di dire forse una banalità, è l’ovvio risultato del lavoro di un architetto.
L’errore che generalmente si fa quando si crea un logo, è quello di realizzare un’immagine che piace o che è in sintonia o ancora, per i più fighetti, che “è nello stile” di chi la fa. NON di chi deve rappresentare.
Mi sembra questo il caso…
Bella la parte del concept delle 4 vette ad indicare la diversità culturale, linee verticali e orizzontali caratterizzanti la conformazione delle Dolomiti e la base di linee dolci ad indicare il fondovalle. Il risultato grafico, mi lascia però perplessa: sembra il logo per una city e non per un elemento naturale.
mi piace la tua analisi martina.. è l’espressione del lavoro di un architetto/designer stiloso. Forse ci voleva un artista? o forse un.. . naa.. qui non è questione di chi lo fa.. manca il cuore e l’amore.. che poi sono le cose che hai descritto tu quando parli della merviglia e delle emozioni che si provano di fronte alle Dolomiti !
Appena l’ho visto ho detto: è nata una nuova Cima di Lavaredo !!!
E ho subito pensato che la natura avesse “compensato” l’erosione delle primitive 3, con la “costruzione”
di una quarta.
Poi … non sarà mica stato Bondi, che ha commissionato un “logo consolatorio Patrimonio UNESCO”, per equilibrare il crollo della Casa dei Gladiatori Patrimonio UNESCO ?!
Infine… e se fosse che… l’Italia dei campanili… un architetto valdostano… che vuole fare uno scherzetto a quelli dell’est…
Adesso però, dopo tutte le elucubrazioni di cui sopra, e quelle dell’autore ( linee verticali, arcuate, orizzontali, figure culturali e territori racchiusi ) qualcuno mi spiega perchè il cielo è rosso ?
A me piace. Guardatelo un po’ distanziati e vi renderete conto che l’effetto e’ un altro.
La montagna è “natura”, e da questo logo traspare tutt’altro. Un logo deve “insegnare” soprattutto ai bambini che ci sono roccie, fiori, animali, tradizioni!
Sembra il logo del gioco ‘Millionar City’ su Facebook……
Era più bello quello che è arrivato terzo!!!
Decisamente orrendo, soprattutto perché l’obiettivo del messaggio non è stato proprio centrato!
La prerogativa di un “logo” è quella di porgere il messaggio nella maniera più diretta ed immediata possibile.
Alle molte persone che l’ho mostrato non ha suggerito la minima sensazione né delle Dolomiti né delle nostre belle montagne. Tutti hanno visto grattacieli mitragliati, bombardati o terremotati.
E’ significativo il fatto che questo “logo” abbia bisogno di una pagina di spiegazioni su ciò che voleva significare l’autore.
Gli altri due “logo”, aggiunti sulla sinistra, concorrono a creare ulteriore confusione.
Una vera schifezza: peccato che coi tempi che corrono si siano buttati tanti soldi!
Più lo guardo e più mi pare una ….
Le Dolomiti sono le Dolomiti, che bisogno c’è di andare ad inventarsi qualcosa che è lontano mille miglia dallo spirito di queste montagne?
La prima cosa che ho detto quando stamattina l’ho visto sul giornale è stata: “mi fa venire in mente New York” e vedo che qualcuno condivide. Non esprime nulla della montagna ne’ tantomeno la meravigliosa poesia delle dolomiti
La prima impresione è stata come per Messner (senza prima aver letto della sua opinione) che sembrano grattacieli. L’autore avrà anche scelto di paragonare dolomiti a grattaceli ma, a mio avviso ha dimenticato che gli edifici sono opera umana, mentre le dolomiti sono opera naturale e nel simbolo questo riferimento manca totalmente. Spero sia sempre possibile cambiarlo.
Non meraviglia la partecipazione, ma i toni usati nella discussione,. aggressivi e insultanti il lavoro del designer. La “colpa” della scelta, tra l’altro, è del comitato di valutazione, che avrà avuto i suoi motivi.
vi posto anche il mio loghino con cui ho partecipato….non ho la presunzione di dire che sia più o meno meritevole….ma 15 punti al mio e oltre 60 al secondo classificato….sembrano troppi, soprattutto se assegnati per l’originalità….
http://www.scattodesign.com/forum/viewtopic.php?f=142&t=6217
beh il tuo lavoro Marco a me piace molto piu dei primi tre.. belle le tavole con tutte le possibili applicazioni in comunicazione… personalmente come ha scritto qualcuno nel tuo forum lo trovo troppo legato al payoff e al concetto di play che non tutti i montanari amano… quel blu mi pare un po freddo..
grazie per aver postato qui il tuo lavoro!
Luis Trenker nel film “Der verlorene Sohn” inserisce nel montaggio la dissolvenza incrociata tra le Dolomiti e i grattacieli…eccola qui!
http://www.youtube.com/watch?v=ce3yIOINFp4
Quindi un’idea….non troppo originale! Bastava essere “cinefili”!
Comunque signori siamo di nuovo di fronte ad un esempio lampante di “management” dell’ immagine e fuffa a nastro! Ricordate la storia del logo Suedtirol? Studiato e ristudiato, pagato e strapagato per poi scoprire che è stato “allegramente” scopiazzato…
E come diceva il grande Totò: “E io pago! E IO PAGO!”
Miserie dei tempi nostri!
Disegnare un logo è difficile, perché in poco spazio occorre sintetizzare la bellezza, la grandiosità e la riconoscibilità dei luoghi, l’effetto che i luoghi elevati hanno sui sentimenti (meraviglia, forza della natura e nello stesso tempo amenità): quindi nessuna critica particolare al logo vincitore né al suo autore, ma esso mi sembra inadatto a rappresentare le Dolomiti.
Perché non una semplice stilizzazione di una foto?
Un logo non è una foto; e poi foto (anche stilizzata o rielaborata) di quali cime dolomitiche? I grattacieli non sono posti sulla sommità di una montagna. A me il logo sembra indovinato: crea curiosità, evoca verticalità e nello stesso tempo non è banale riproduzione. E’ la visione delle Dolomiti stilizzata dall’uomo moderno: tratti essenziali. ottima la scelta del colore; ottima la scelta della sua uniformità.
Diverso il discorso relativo all’ammontare del premio: la ricompensa poteva essere semplicemente l’onore della vittoria.
Invito l’autore a fare il giro delle Tre Cime. Se non cambia idea forse dovrebbe orientarsi sulie Eolie o Tremiti o Egadi o ….
Senza nulla togliere allo studio effettuato dall’ideatore, purtroppo, come amante (e come non potrebbe essere altrimenti) delle Dolomiti, nel logo scelto dalla commissione, non trovo nulla, non solo in relazione alla bellezza unica delle Dolomiti, ma nemmeno di alcun’altra montagna.
Se il logo deve rappresentare nel mondo le Dolomiti, sicuramente questo, a mio parere, non lo fa!
Mah, sembrano dei grattacieli diroccati, non capisco ….
il logo è privo di comunicativa, astruso anche se le idee di base non erano sbagliate; è più accettabile a raccontarlo che a vederlo, il chè per un logo è una tragedia. Colgo l’occasione per far riflettere anche sul nuovo logo del Friuli Venezia Giulia, altro esempio di idea accettabile tradotta in segno inaccettabile. A guardare quel rettangolo nero, posto storto come un timbro, con una parte rossa al centro della scritta, sembra proprio l’antica censura su un libro o un film! certo non pare un inno alla gioia.
Il problema sta forse nella paura di chi propone e di chi sceglie di non essere abbastanza moderno, la favola di Andersen del RE Nudo è sempre valida
Concettualmente interessante (verticale/orizzontale come trama/ordito) ma molto povero come design.
Per uno che frequenta estate/inverno da 40 anni le dolomiti ed ha percorso anno dopo anno le alte vie non si riconosce in questo \”simbolo\” soprattutto per la mancanza dei colori di questo giardino
Ma la natura dove si è cacciata? un’obbrobrio rappresentare così lo stupendo scenario delle Dolomiti, un’offesa per chi le ama veramente
il logo è brutto e basta, ma non potevano usare un pò di fantasia e di creatività? Le dolomiti hanno ispirato fior fiore di scrittori, pittori, scultori del passato e di oggi e nessun creativo di oggi è riuscito a catturare lo spirito di queste montagne? non ci credo
Il logo delle Dolomiti non fa venire in mente le montagne ma bensì dei grattaceli, indipendentemente dalla spiegazione che se ne può dare. Comunque quando vedi il logo non c’è una voce che ti spiega che le linee verticali sono le strade o i sentieri delle montagne e le orizzontali……..
Il Logo secondo me serve ad individuare in modo univoco un qualcosa che sia essa un’azienda o un cibo o una bellezza naturale
E’ inutile che il vincitore si lamenti delle critiche… si è esposto e com’è giusto che sia riceve dalla gente comune e non le impressioni su un logo che lui o chi per lui ha realizzato.
Francamente, poichè sono del mestiere come l’arch. Tranti, ritengo che al di là delle impressioni soggettive (mi piace – non mi piace) sono le problematiche oggettive che emergono: a livello progettuale, il logo dev’essere riproducibile in tutti i formati dal più piccolo al più grande.
Caro architetto, hai provato a ridurre il tuo logo a 2 cm di base? DIco 2 cm perchè magari su un biglietto da visita potrà capitare di metterci il logo…
I 4 grattacieli non si vedono neppure!!!
Allora mi chiedo ma la giuria aveva fatto le ore piccole il giorno prima di scegliere il logo Dolomiti?
Oppure… mah
Il primo premio è di 30 k euro… prendi i soldi caro architetto e abbi almeno il pudore di non lamentarti.
Alessandro
Sono un creativo e mi occupo di “comunicazione?” da quasi 20 anni…
Qualcuno mi spiega perchè un architetto dovrebbe disegnare un logo… ma quando mai. Io faccio il designer da molto, ma mai mi è capitato di progettare un palazzo. Cosa ne sa un architetto di comunicazione e marketing se non la vive, non la respira…
Ma veniamo al simbolo: il logo in questione è oggettivamente lontano dal concetto che deve rappresentare. Un logo deve essere innanzitutto compreso…immediatamente. E qui non succede. Se per comprendere questo segno bisogna interpellare l’architetto in questione (beato lui e i suoi 30 mila vinti… e qui aggiungo: magari ogni lavoro del genere fruttasse tali soldi…vabbè), vuol dire che la comunicazione non funziona… e non funziona nemmeno chi la deve giudicare. Comunque si consoli, caro architetto, lei non è solo. Di asini che fanno i cavalli ce ne sono molti. Costruisca grattacieli e lasci a noi, professionisti del settore, l’onore di sintetizzare concetti.
Omar
e se il vero committente fosse in realtà la Phillip Morris International che cercava una nuova Corporate Identity in linea con il brand Marlboro, per l’evento denominato “Wroom” che si tiene ogni anno a Campiglio !? E cmq sono d’accordo con Alessandro, “pecunia non olet” per cui inutile lamentarsi…
Federico
…se qualcuno o la natura hanno creato quella MERAVIGLIA delle DOLOMITI… NON ERANO DESIGNER NE ARCHITETTI!!!! Questo E’ “UN’ INSULTO” ALLE DOLOMITI!!! Mettete una bella, ma normalissima foto anke in B/N, sarà decisamente meglio!!! queste cosa sono le QUATTRO TORRI DI NEW YORK!!! LE SOLITE SCHIFEZZE ITALIANE!!!