“Il Manaslu, 8163 metri – scalato la prima volta il 9 maggio 1956 dal giapponese Toshia Imanishi e Gyaltzen Norbu -, si colloca all’ottavo posto fra le montagne più alte della terra e si trova interamente in territorio nepalese. Girargli attorno in un cerchio perfetto rappresenta, per gli amanti dell’escursionismo d’alta quota, una meta di grande fascino e di enorme interesse sportivo, geografico, antropologico.
La guida alpina e amico Leonardo Gasperina del Comélico, era rimasto entusiasta di questo lungo periplo. Mi aveva anche consegnato un paio di bustine con semenze di cavolo cappuccio da seminare a Samdo, a quasi 4000 metri di quota, perché, diceva: “Lì non sanno cosa sia, ma sono convinto che cresce, eccome! È il clima ideale per il cavolo!”. Purtroppo – lui ottimo alpinista così attento e giudizioso, lui abile tecnico dell’elisoccorso, lui volontario altruista sempre disponibile – ha perso la vita sotto una valanga nella zona di Val Visdende, né saprà mai se i suoi semi hanno attecchito o meno”.
“Divulgando questo “diario di bordo” spero di essere utile a qualcuno che abbia voglia di “circumnavigare” il Manaslu e di godere delle bellezze che questa terra offre a piene mani”.
VAI AL BLOG DI ITALO ZANDONELLA CALLEGHER PER COMPLETARE LA LETTURA DEL RACCONTO
Tags: diari di viaggio, diario di bordo, Escursionismo, experience, Himalaya, Italo Zandonella Callegher, Leonardo Gasperina, Manaslu Round, mountain blogger, Tibet, Trekking, Viagra Himalayano