“STORIE DA CONDIVIDERE” DI MONTAGNA, NATURA E PERSONE A NATURAE 2017.
Questa sera, alle ore 21, al cinema Eden di Montebelluna (TV), nuova serata di “Altitudini. Storie da condividere” che – dopo il successo dello scorso anno – viene nuovamente riproposta nell’ambito di Naturae 2017.
Quattro narratori saliranno sul palco, ognuno con la propria storia da raccontare, ispirata dal tema “I vagabondi delle montagne”, ossia la montagna come terreno di vagabondaggio.
Racconti che ci faranno riflettere su nuovi modi di vivere le terre alte, sia nel quotidiano che nell’avventura.
I PROTAGONISTI: “MANOLO”, AUSILIA VISTARINI, MATTEO MELCHIORRE, DAMIANO LEVATI
Ospiti della serata, lo storico recalcitrante Matteo Melchiorre, il cui intervento sarà “alla ricerca della via di Schenèr”; il fotografo e videomaker outdoor Damiano Levati, che racconterà le storie di un fotografo vagabondo, l’esploratrice in bicicletta Ausilia Vistarini e il filosofo dell’arrampicata Maurizio Zanolla “Manolo”, il cui intervento avrà come tema “il mio viaggio: necessario, educativo, pericoloso e meraviglioso”.
La serata sarà condotta da Teddy Soppelsa e Andrea Benesso.
Accompagnamento musicale di Guido Foddis, con la sua chitarra ironica e dissacrante.
LA SUGGESTIONE DEL VAGABONDARE …
Di solito in montagna si pianifica, si segue un itinerario GPS, si conoscono tempi di percorrenza, si localizzano i rifugi. Di solito, nella vita, ci si pone una meta, si sa dove si vuole andare a si cerca di prevedere modi e tempi.
Vagabondare è una diversa suggestione. Significa errare, nel doppio senso di muoversi senza una direzione certa e anche di sbagliare, laddove l’errore non ha un’accezione negativa ma ricorda l’affascinante tema della serendipità grazie a cui lo sbaglio è foriero di grandi scoperte – dall’America alla penicillina.
Vagabondare è esplorare liberi da mode e condizionamenti, privandosi del superfluo. Vagabondare è avere la libertà e l’esperienza per cambiare programma solo perché si inciampa in un imprevisto che ci piace e che ci attira. Vagabondare è scoprire il sentiero, è conoscere la via affidandosi ai propri sensi.